La sindrome dell’ovaio policistico (acronimo PCOS, derivante dall’inglesePoly-Cystic Ovary Syndrome), anche denominata policistosi ovarica,sindrome di Stein-Leventhal o anovulazione iperandrogenica, è un complesso di sintomi derivante da uno squilibrio ormonale nelle donne in età riproduttiva.
La PCOS colpisce statisticamente il 5-20% della popolazione femminile in età fertile, a seconda del criterio diagnostico adottato, ed è pertanto il disordine endocrino più diffuso fra le donne in età riproduttiva.
È inoltre una delle cause più frequenti di infertilità femminile.
Perché vi sia diagnosi di PCOS, è necessario riscontrare almeno due delle tre seguenti condizioni:
– anovulazione, con conseguenti amenorrea e infertilità anovulatoria;
– eccesso di ormoni androgeni, che può manifestarsi con acne, irsutismo e disturbi dell’umore;
– presenza di cisti ovariche.
Le donne affette da tale disturbo presentano inoltre un maggiore rischio di sviluppare resistenza all’insulina, che può a sua volta associarsi ad obesità, diabete mellito di tipo 2,malattie cardiovascolari e ipercolesterolemia.
- La resistenza all’insulina è un contributo fisiopatologico in circa il 50-80% delle donne con PCOS, specialmente in quelle con PCOS più grave diagnosticata secondo i criteri del National Institutes of Health (NIH) e nelle donne in sovrappeso.
- La resistenza all’insulina contribuisce alle caratteristiche metaboliche ma anche alle caratteristiche riproduttive aumentando la produzione di androgeni e aumentando gli androgeni liberi riducendo la globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG).
- L’obesità aggrava in modo indipendente l’infertilità, riduce l’efficacia del trattamento dell’infertilità e induce un maggiore rischio di aborto spontaneo. Attualmente è in corso un dibattito attivo sul limite appropriato per l’indice di massa corporea per le terapie di riproduzione assistita, dati i tassi di successo ridotti e i rischi dimostrati di gravidanza nelle donne in sovrappeso. Idealmente, il peso dovrebbe essere ottimizzato prima della gravidanza.
Sintomi e segni clinici della sindrome:
- – Alterazioni del ciclo mestruale, per esempio oligomenorrea(ciclo di durata superiore a 35 giorni) o amenorrea(assenza di mestruazioni);
– Infertilità femminile, che si verifica nella maggior parte dei casi a causa dell’anovulazione cronica;
– Alopecia androgenica, ossia perdita dei capelli tipica del sesso maschile;
– Acne, pelle unta e dermatite seborroica;
– Acanthosis nigricans, ovvero la presenza di macchie scure sulla pelle;
– Fibromi molli;
– Prolungati periodi di sindrome premestruale, con sintomi come gonfiore addominale, sbalzi di umore, cefalea, dolore alla zona pelvica, ritenzione idrica e mal di schiena;
– Elevati livelli nel sangue di androgeni, nello specifico testosterone, androstenedione e DHEAS, che causano irsutismo;
– Obesità centrale, ossia obesità che si concentra nella parte centrale del corpo;
– Cisti multiple nella zona sottocorticale delle ovaie;
– Ingrossamento delle ovaie (possono raggiungere dimensioni da 1.5 a 3 volte maggiori della norma);
– Rapporto tra livelli di LH (ormone luteinizzante) e FSH (ormone stimolatore del follicolo) maggiore di 2.5, quando vengono misurati al terzo giorno del ciclo mestruale;
– Bassi livelli di SHBG(globulina che trasporta gli ormoni sessuali);
– Iperinsulinemia per aumentata resistenza all’insulina dei tessuti periferici e conseguente ridotta tolleranza glucidica.
Sindrome dell’ovaio policistico: la dieta
In caso di PCOS possiamo utilizzare l’alimentazione per favorire un corretto dimagrimento (se necessario); per il miglioramento/scomparsa dell’acne,irsutismo,alopecia; per il miglioramento dei parametri metabolici (riduzione di glicemia a digiuno, resistenza all’insulina, iperinsulinemia, colesterolo totale e LDL, trigliceridi, miglioramento del metabolismo tiroideo, riequilibrio di estrogeni, progesterone e cortisolo).
Pertanto la dieta per ovaio policistico si focalizzerà sull’abbassamento del peso (o in caso di normopeso, sul miglioramento della composizione corporea) e anche sulla gestione dello squilibrio insulinico, ormonale e metabolico.
La perdita di peso rappresenta il fattore più importante per migliorare il fenotipo PCOS.
Una perdita di peso del 5-10% migliora la funzione ovulatoria e i tassi di gravidanza, con riduzione dei livelli di insulina e testosterone libero.
LA DIETA CHETOGENICA NEL TRATTAMENTO DELLA PCOS
L’applicazione di protocolli chetogenici nelle donne con sovrappeso o obesità e infertilità si basa sulla possibilità di
- ridurre i livelli di insulina, migliorare l’equilibrio ormonale,
- ripristinare i cicli ovulatori, migliorare la qualità degli ovociti e degli embrioni, nonché i tassi di gravidanza anche in soggetti sottoposti a fecondazione in vitro.
Rispetto alle diete ipocaloriche standard, la dieta chetogenica ha una maggiore efficacia in termini di rapidità di perdita di peso, riduzione della resistenza all’insulina, e induzione dell’ovulazione, , con conseguente aumento della globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG), riduzione dei livelli ematici di testosterone libero, riduzione del rapporto tra ormone luteinizzante e ormone follicolo-stimolante (LH / FSH).
